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Approvata la direttiva sui brevetti software
Aggiornamento: la direttiva è stata bocciata dal Parlamento Europeo.
Brutto giorno per la democrazia europea, il Consiglio ha approvato una versione della direttiva sui brevetti software in patente contrasto con quella modificata a larga maggioranza dal Parlamento europeo, contro il parere di numerose associazioni di consumatori e di piccole e medie aziende, e persino di grandi aziende.
Il testo uscito dal Consiglio dei ministri europei è sconsolantemente ritagliato sul modello americano, che tanti guasti sta causando e ha sollevato critiche enormi da parte di numerosi studiosi, compreso l'inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, che se avesse brevettato le sue innovazioni ora potrebbe chiedere una "tassa" a tutti coloro che usano Internet. Chi ha avuto la fortuna o la sfortuna di leggere brevetti sul software ha potuto vedere come questi poco abbiano in comune con i brevetti "veri", ovvero quelli per invenzioni industriali.
Classici esempi di tecnologie software brevettate? La barra di avanzamento (il salsicciotto che viene usato per evidenziare che sta succedendo qualcosa e per segnalare a che percentuale si è giunti), il link ipertestuale, ovvero il concetto di cliccare su una porzione di testo ed essere rinviati a un'altra parte di testo.
L'Italia almeno ha salvato la faccia con una posizione apertamente contraria e astenendosi nella votazione.
Per un approfondimento, si può visitare il sito swpat.ffii.org





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